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Sal G.

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1997

Yotube video uploaded april 15,2007 by barryb36 Contact Jodie Foster Breathtaking footage, planet scene, movie, space.

With:

Jodie Foster, Matthew McConaughey, Tom Skerritt, David Morse, John Hurt,William Fichtner,James Wood

As:

Ellie Arroway,Joss Palmer,Ted Arroway,Jena Malone,David Drumlin,S.R.Hadden,Kent,Michael Kitz

Writers:

Ann Druyan and Carl Sagan

Note by Sal G.

 Contact 1997 Un film  ben costruito di Robert Zemeckis tratto da un romanzo di fantascienza dell’ astronomo ed esobiologo Carl Sagan. Da questo  Zemeckis ha tratto la sua storia concentrandola sul personaggio principale, la dottoressa Arroway, una giovane astronoma  ricercatrice del SETI Searche appassionata di radio astronomia e di un contatto radioastronomico con le  Intelligenze Extraterrestri della nostra Galassia. Il bel libro di Carl Sagan a cui il film è dedicato è naturalmente più ricco di personaggi, di eventi e di informazioni scientifiche del film di Zemeckis. Le informazioni del libro sono informazioni di prima mano, essendo stato Sagan uno dei più brillanti ed appassionati astronomi del dopoguerra, un grande divulgatore scientifico attraverso i libri e la Televisione, e la sua rubrica televisiva Cosmos andata in onda negli anni Sessanta ha avuto un audience sbalorditivo presso le famiglie nell’ intero pianeta, considerato l’ argomento, e sebbene il personaggio di Ellie Arroway sia stato disegnato sulla dottoressa  Jill Tarter uno dei primi direttori del Progetto SETI, in realtà siamo autorizzati anche a vedervi  un alter ego dell’ astronomo. La storia di Zemeckis quindi si concentra maggiormente su Ellie Arroway, vista da bambina assieme al padre mentre  esplora il cielo con un cannocchiale, o cerca di mettersi in contatto con le diverse stazioni di radioamatori sparsi nel pianeta. I rapporto con il padre della piccola Ellie è importante per capire il resto della storia, nel libro la situazione è più articolata, e con il padre appare anche la madre e il patrigno. Ellie pensa che il suo lavoro non è inutile, un lavoro di ricerca che non grandi appoggi economici né di grande stima negli  ambiente scientifici, sia di grande importanza per il mondo Questa è l’ dea che la muove e che la spinge a lottare contro chi la pensa diversamente e ad entrare in conflitto con  Drumlin un Astronomer senior che gli è maestro e poi con Michael Kitz consigliere del Presidente, James Wood. Questa è l’ idea che lega Ellie bambina, Jena Malone, alla dottoressa Ellie Arroway, una delle astrofisiche  responsabili del Progetto SETI. Il libro naturalmente argomenta più ampiamente le ragioni che hanno spinto la dottoressa Arroway ad Arecibo e nel New Massico, e riesce bene a creare l’entourage di scienziati e tecnici che hanno dato vita al Progetto che ha impegnato strettamente il professor Carl Sagan per anni. Collega meglio il passato, il presente e i futuro della dottoressa. Ma le semplificazioni operate da Zemeckis, necessarie alla logiche della fiction, disegnano perfettamente e in modo molto emozionante la vita dell’ astronoma in cui tuto tende al Viaggio verso le stelle e al primo contatto umano con una Intelligenza Extraterrestre e con le complesse Civiltà dell’ Universo. Nella semplificazione è reso bene e molto dinamicamente l’ altro conflitto tra Fede e Ragione, che non viene risolto né nel libro né nel film, Sagan era agnostico e scettico e lo restò per tutta la vita, sebbene il suo inarrestabile bisogno di conoscenza e di esplorare nuovi universi e mondi abbia qualcosa di profondamente religioso, e che viene in qualche modo incarnato  dall’  angelico e fotogenico Palmer Joss/Matthew McConaughey, con cui Ellie ha una love story su cui ha molto giocato Zemeckis. Drumlin nel film muore, non muore nel libro, a causa dell’ attentato alla Macchina fatto da un fanatico fondamentalista religioso. E c’è la figura  di Hadden/Hurt, un miliardario eccentrico che potremmo ritrovare in molte altre fiction, in Blade Runner ad esempio, un miliardario così potente da assumere letterariamente l’ archetipo del superuomo o mago, un personaggio a cui il cinema americano ci ha abituati a cominciare da Orson Welles, per non parlare di alcuni personaggi della serie 007. In questo caso è il maestro di strada o guardiano della soglia che contatta Ellie il cui desiderio è quello di lasciare la Terra per incontrare le altre civiltà della Galassia, e che l’ aiuterà a realizzare i suo sogno. Davvero fantastico da Cyber fantascienza è il nuovo spazioporto che contiene una seconda macchina  forse collocato fra le montagne degli Urali, per metà mongolo e per l’ altro russo. John Hurt incarna bene questo superpotente personaggio, più odiato che amato e che sta morendo di cancro, presente su grandi scacchieri del pianeta. E infine c’è la parte conclusiva della fiction con la Macchina e il viaggio di Ellie, una parte del tutto fantascientifica, nel libro e nel film si parla di Buchi Neri e di civiltà immensamente antiche che hanno creato la Macchina e capaci di viaggiare nel Cosmo. Ma accade veramente il viaggio? Noi sappiamo di si, ma Ellie davanti alla Commissione governativa guidata da Kitz/Wood avrà molte difficoltà a dimostrare che il suo viaggio ai limiti della Galassia verso la stella Vega sia veramente avvenuto e non sia stato un sogno  o una allucinazione simile ad un viaggio psichedelico indotto dalle droghe. Ha veramente incontrato su una spiaggia tropicale uno dei responsabili  della Macchina che non mostra la sua vera natura ma dalla mente di Ellie ha estratto l’ immagine del padre di Ellie per avere il primo vero contatto con un umano? Anche qui alla fine della fiction si pone il problema, Ragione o Fede? Palmer Joss non ha dubbi, Ellie è davvero andata da quelle parti, sebbene la commissione si chiuda con un nulla di fatto e con un gioco e problema  sul tempo, quale è stato il tempo reale del suo viaggio e quale quello immaginario! Una menzione a parte merita la trovata geniale sia di Carl Sagan che di Zemeckis,una grande trovata ironica fra l’ altro, la compasa sullo schermo della svastica nazista sul braccio di Hitler che presenta i Giochi Olimpionici di Berlino del 1936 in cui Hitler si rifiutò di stringere la mano all’ atleta  americano Jesse Owens che vinse  quattro medaglie d’oro nella corsa. Una  trovata davvero esilarante che Zemeckis riesce a drammatizzare ottimamente in modo comico.

 

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