The Earth and The Aliens.Cocoon

HollyFitionPage

by

Sal G.

 

Sourcephoto. Collider.com

 The Earth and the Aliens

Cocoon

1985

 

Youtube uploaded december 12,2010, bye The SciFiSpot

Cocoon – Starring Don Ameche, Wilford Brimley, Hume Cronyn, Brian Dennehy, Steve Guttenberg, Jessica Tandy, and Linda Harrison

Cocoon o l’ energia dell’ Universo, è un film del 1985 che poteva nascere perdente, trattando di alcuni innocui vecchietti chiusi  in un ospizio americano,  in attesa della malattia e della morte, e invece, dal  mio punto di vista, ha rappresentato un sfida per  Ron Howard, il regista, ossia, come trasformare un materiale buono per l a terza età e per circoli per anziani, in una buona e godibile fiaba fantascientifica, trasmettendo  valore ed energia a ciò che sembrava perdente in una civiltà dinamica e competitiva come quella americana. Questo anche alla consumata di attori quasi usciti di cena, ma che hanno goduto fama e prestigio nel mondo veloce e perennemente in mutamento di Hollywood. E così è vero il detto che il cinema si autocelebra continuamente scrivendo con ogni film la sua storia in una sorta di linguaggio metaforico, simbolico  e reale. Un film sicuramente leggero, che si drammatizza per un pò  solo  al terzo atto, che come protagonisti assoluti ha la vecchiaia da sconfiggere e il mare come fonte di immortalità- I temi, impliciti ed espliciti, toccati da Howard, che è stato il regista di Apollo 13, A beautiful  mind, Il Codice da Vinci e Angeli e Demoni, sono vari, l’ elisir di lunga vita, una storia di mare e di abissi marini,l’ antichità mitica  e fantastica di Atlantide, gli alieni giunti dal profondo  Spazio, conflitto generazionale fra vecchi e giovani, una love story tra una ragazza aliena e un giovane umano, il tutto ravvivato da una colonna sonora che sostiene le parti deboli con richiami al fantasy e alla space opera del tipo Star Wars. Nella simbologia, l’ acqua, il mare, l’ Oceano, la piscina assumono valori di eternità, e assieme di risciacquo   e  di rinnovamento dei tempo. Qui il mare conserva da 10.ooo anni i bozzoli o baccelli dentro cui riposano ibernati da circa 10.000 anni, 20 alieni che Walter, il capo spedizione, progetta di riportare in vita, una sorta di operazione criogenica, arricchita da elementi fantasy e mitologici. Si tratta del prestante e corpulento e ancor giovane  Brian Dennehy dal  cipiglio irlandese che abbiamo ammirato in First Blood e Rambo. Ma vecchie glorie del cinema sono state Don Ameche-Arthur, i cui esordi risalgono alla Hollywood anni trenta, Jessica Tandy e Hume Cronyn-Joe  ammalato  di cancro, il corposo e baffuto Wilferd Brimley-Ben, un buon caratterista che abbiamo anche visto in parti non secondarie. Tutta gente con un pedigree  di professionalità indiscusso.  E infine abbiamo Jack, il  giovane padrone della barca a motore che perde la testa per la giovane aliena. Il secondo tempo del film ha inizio quando la natura degli alieni è chiara sia a Ben, Joe ed Arthur, sia a Jack. Prende così avvio un tempo piuttosto scialbo e privo di colpi di scena, finchè il terzo tempo non si annuncia con un errore commesso dagli  ospiti della casa di riposo che nel tentativo di ringiovanire privano la piscina della  sua forza vitale, e la morte  di  due degli alieni  chiusi nel baccelli. Davvero toccante è la sequenza della morte di uno di questi, e poi  muore la moglie di Bernie lo scettico con l’ altra scena toccante della piscina. La missione di Walter è così di nuovo fallita come quella al tempo di Atlantide. E’ giunta l’ ora del ritorno alla propria stella. Naturalmente in questa schematica presentazione si perdono le diverse storie secondarie che Howard  intreccia su canovaccio principale, felice e divertente è la scazzottata in un locale dei quattro vecchietti, e di Joe che ha ripreso le forze di un tempo con i malcapitati custodi dell’ ospizio. Graziosa e significativa è la loro prestazione sulle piste da ballo della cittadina portuale americana, divertenti a vedersi sono gli alieni luminosi e svolazzanti privi del loro simulacro umano, e naturalmente ci ha divertito il ricorso ad una particolare energia cosmica con cui gli alieni possono fermare la malattia e addirittura generare  una resurrezione, tutte cose a cui il film fantastico di HollyWood ci ha abituati, basta pensare a Starman di Carpenter. Ma il punto focale di tutta la  storia è proprio questo, gli alieni sono una anomalia, un paradosso nel nostro mondo dominato dalla vecchiaia, dalla malattia,  dalla morte, e naturalmente dallo sfruttamento selvaggio delle risorse anche umane, lo stesso messaggio che traviamo in Starman e nel suo remake Key Pax, qui il messaggio è molto più soft e si limita a presentarci una barca a motore che viene risucchiata dall’ alto da una astronave aliena con tutto il suo contenuto di alieni ed uomini, i prescelti, verso  un universo dove i mali della Terra sono insistenti. Di certo Spielberg con Incontri Ravvicinati ha fatto scuola anche su Ron Howard. Solo Bernie della compagnia dell’ ospizio si rifiuta di seguire gli amici dopo avere perso la moglie da poco, perché è eticamente convinto che quella sia una cosa innaturale e contraria alle leggi della Terra e dell’ uomo, un vecchio tema della proto fantascienza del XIX secolo. Cocoon è diventato oggi una cult movie per tutti gli appassionati di UFO e Atlantide, e Ron Howard ha dimostrato di sapere affrontare la sfida mettendo dei vecchietti al centro di una storia cosmica. Nel futuro il regista americano  dovrà affrontare le fatiche de Il Codice da Vinci e di Angeli e Demoni, ma già Apollo 13 è stata un’ altra bella storia sullo Spazio. Naturalmente chi in Cocoon vuole vedervi  dei lontani  influssi di Ray Bradbury e di Cronache Marziane può farlo. E che la Forza sia con voi!

Sourcephoto

spectrum culture.com -filmschoolrejects.com -cineblog.it -gossipetv.com -futuredude.com -radiotimes.com -cinefantasticoycienciaficcion.com- ew.com

This note has been entirely written and produced by Sal G. Author.©SalGagliardo production.March 2013.All Rights Reserved.

 

 

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